Radica mette a sistema la sua esperienza quinquennale come project developer di programmi di carbon farming integrando un sistema MRV sviluppato dall'azienda spagnola Esférico, proseguendo il suo lavoro di trasformazione della resilienza agricola in asset finanziari verificabili di alta qualità per il mercato globale del carbonio.
Lo scorso 17 marzo a Padova, durante l'European Carbon Farming Summit 2026, l'azienda pugliese Radica (evoluzione della rinomata e numero 1 in Italia, Alberami) ha presentato un percorso che va oltre il digitale: un'esperienza reale e tangibile di decarbonizzazione nata dall'emergenza climatica nel Sud Italia.
La storia di Radica, guidata dal CEO e fondatore Francesco Musardo, nasce da una necessità critica nel territorio della Puglia, dove gli ulivi millenari —cuore del paesaggio mediterraneo— venivano devastati dal batterio Xylella fastidiosa. Quello che era iniziato come uno sforzo di resistenza si è trasformato in un modello di agricoltura rigenerativa. Queste pratiche non solo hanno aumentato la resilienza dei suoli e degli alberi di fronte ai parassiti, ma hanno anche aperto una via economica inedita per gli agricoltori: la generazione di crediti di carbonio di alta qualità.
Dopo cinque anni di esperienza consolidata come sviluppatori di progetti (project developers), Radica compie ora il passo successivo verso la scala globale. La chiave di questa evoluzione è l'integrazione del sistema MRV (Monitoring, Reporting and Verification) sviluppato dall'azienda spagnola Esférico.
Questa alleanza permette di automatizzare e dare rigore scientifico alla misurazione del carbonio sequestrato. L'MRV è, oggi, il fattore determinante per la certificazione e la validità dei crediti sui mercati internazionali, garantendo che ogni tonnellata di CO2 rendicontata sia reale, permanente e tracciabile.
Francesco Musardo, CEO di Radica, ha sottolineato a Padova l'importanza di questo salto qualitativo: "Non digitalizziamo solo il campo; portiamo l'esperienza di cinque anni di rigenerazione di terre ferite dalla Xylella. Con la tecnologia di Esférico, facciamo sì che il lavoro di resilienza dell'agricoltore diventi un asset finanziario indiscutibile nei mercati globali".
Conformità e Normative: Il valore dei dati certi
Radica aiuta le aziende a navigare il complesso panorama normativo europeo (CSRD, EUDR e SBTi-FLAG), che impone trasparenza e riduzione delle emissioni lungo tutta la filiera agroalimentare.
Le norme europee che regolamentano e obbligano dapprima le grandi aziende e poi le PMI, sono tre: CSRD, EUDR e SBTi-FLAG. Nel settore della produzione, trasformazione, conservazione e trasporto di alimenti e bevande, l'impatto climatico prevalente è riferito alle attività 'in campo'.
I tre strumenti regolatori europei chiedono che le emissioni sia misurate e ridotte, con dati certificati, nelle singole aziende agricole e non siano più stime o dichiarazioni aggregate: occorrono dati verificabili, riferiti al territorio e tracciabili.
Nel bacino del Mediterraneo la frammentazione produttiva 'in campo' è molto elevata; se è vero che la normativa UE non coinvolge subito le PMI agricole e agroindustriali, ci sono tuttavia due problemi: a breve saranno chiamate anche loro ad adeguarsi alle norme e già molte di loro sono fornitrici delle grandi aziende (soggette fin da ora a direttive e regolamenti) che richiedono dati certi per la loro reportistica.
L'azienda pugliese Radica, con sede a Ostuni, integra fra loro dati satellitari, mappe catastali, modelli biofisici del suolo e dati agronomici raccolti direttamente nelle aziende agricole. Successivamente a questa operazione, adotta la metodologia 'VM0042 Improved Agricultural Land Management' per generare dati ambientali misurabili e verificabili su larga scala.
Infine, crea progetti 'su misura': per una medesima superficie agricola, è in grado di dimostrare l'impatto in termini di decarbonizzazione (nelle filiere agroalimentari food & beverage), dall'altro di generare crediti di carbonio agricoli destinati al mercato volontario. I crediti sono verificati da terze parti indipendenti e registrati presso l'International Carbon Registry (ICR v6.0), per dare tracciabilità, trasparenza e conformità agli standard internazionali.
Francesco Musardo, CEO di Radica, così ha sintetizzato a Padova il ruolo della sua società: “Digitalizziamo le aziende agricole, trasformiamo i dati ambientali in asset finanziari e rendiamo possibile ciò che finora non lo era: collegare il lavoro degli agricoltori ai mercati globali del carbonio”.
Radica gestisce oggi oltre 20.000 ettari e coinvolge 650 agricoltori tra Italia e Spagna; ha completato due cicli di emissione di crediti, generando oltre 83.000 carbon removals verificati. L'azienda pugliese nasce come progetto incentrato sulle colture legnose – le piante a più alto potenziale di sequestro del carbonio e pilastro paesaggistico del Mediterraneo – tra cui oliveti, frutteti, agrumeti, fruttiferi a guscio e vite, con un potenziale stimato 3-4 volte superiore rispetto alle coltivazioni cerealicole dell'Europa settentrionale ma copre l'intero spettro di colture mediterranee.
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